POTENZIALITA’ TURISTICHE DELLA PROVINCIA DI FOGGIA

PANORAMICA SULLE PECULIARITA’ STORICO-PAESAGGISTICHE E SULLE POTENZIALITA’ TURISTICHE DELLA PROVINCIA DI FOGGIA
a cura di Elio Patella
30 ottobre 2015

Esistono due modi di guardare alla realtà foggiana.
– Uno ci porta a coltivare quel pessimismo secondo cui qui è impossibile nutrire aspettative per un futuro migliore.
– Un altro modo, quello da me sostenuto, parte dalla considerazione che qui esistono ottime condizioni e ottime opportunità per fare molto, proprio perché qui sin’ora è stato fatto poco.
Lo sviluppo di un territorio non può prescindere dalla consapevolezza di se e dalla conoscenza della propria storia, quindi innanzitutto è un fatto culturale.
Il problema è: come fare, cosa fare, ma anche e sopratutto cosa NON fare.
Certamente è necessario evitare gli errori del passato e penso all’ENICHEM di Manfredonia ma bisogna non commettere gli errori fatti da altri in altre zone (e penso all’ILVA di Taranto).
In generale, qualsiasi problema da risolvere non può prescindere da una corretta analisi dei luoghi, degli avvenimenti storici, ma anche dalla constatazione delle peculiarità del territorio e dalla considerazione delle sue potenzialità.
Allora vediamole queste peculiarità del territorio foggiano:
– L’ampiezza: Foggia può vantare di essere la seconda provincia italiana in quanto ad estensione territoriale e certamente la più ampia di Puglia;
– La bellezza: e chi può dire il contrario visitando le Tremiti, la costa garganica, le colline dell’entroterra, le distese dorate dal grano della pianura, i Borghi dell’Appennino e del Gargano.
– La varietà: il territorio foggiano spazia dai paesaggi immersi nell’Adriatico (le Tremiti, Il Gargano) ai monti appenninici passando per la più ampia pianura d’Italia dopo quella Padana (il Tavoliere) e per gli ameni colli preappenninici. E poi: la Foresta Umbra, i laghi di Lesina e Varano, l’Oasi del Lago Salso.
– La produttività del suolo: la nostra agricoltura è definita “il calmiere dei prezzi agricoli e ortofrutticoli d’italia” giusto per dare l’idea della loro rilevanza.
– La storia: Poche regioni possono vantare la storia che noi Foggiani abbiamo. Essa parte da molto lontano e affonda le sue radici nel percorso dell’evoluzione umana e ancor prima (con le “orme dei dinosauri di Borgo Celano” presso San Marco in Lamis, Cava Pirro Nord ad Apricena, Grotta Paglicci di Rignano G.co, e poi la mitologia col mito di Ercole, l’arrivo di Diomede, le vicende delle guerre sannitiche, l’arrivo di Annibale e di Pirro, la conquista romana del Tavoliere, la “via Longobardorum”, il culto di San Michele Arcangelo, l’arrivo dei Normanni e la loro affermazione dopo la battaglia di Civitate a San Paolo di Civ., e poi Federico II, il “puer Apuliae”, che emise l’ultimo respiro a Castel Fiorentino in agro di Torremaggiore, e ancora: gli Angioini, poi l’antichissimo fenomeno della Transumanza regolamentata dagli Aragonesi con la creazione della “Regia Dogana per la mena delle pecore” per la cui sede fu scelta proprio Foggia, lasciandoci un immenso archivio storico e geografico.
Ed è proprio su queste ultime caratterizzazioni del nostro territorio che noi di Torremaggiore abbiamo riflettuto per sciegliere la strategia più vantaggiosa ed opportuna per creare turismo, quel turismo che qui da sempre non riesce ad attecchire nonostante questa terra sia stata benedetta dalle divinità pagane (il Gargano è chiamata anche la montagna del Sole, su di esso una volta si venerava Apollo, il dio del Sole appunto (su Monte d’Elio) e Giove (su Montesacro), ma essa è anche la montagna della cristianità con la venerazione di San Michele Arcangelo e Padre Pio.
Tutte queste caratteristiche fanno del nostro territorio un patrimonio unico al mondo apprezzato per la sua bellezza e per la sua fertilità e non per niente è sempre stato conteso da conquistatori di ogni epoca e da sempre sfruttato unitamente alle sue genti, sfruttamento riproposto persino nel momento dell’unificazione d’Italia a cui questa terra ha contribuito con tante vite umane, ricevendo in cambio solo l’appellativo di “terroni” per dire “ignoranti e rozzi” quando è risaputo, invece, che la civiltà ha avuto qui i suoi albori.
Auspico che, oggi, consapevoli della nostra identità, si incominci a scrivere, finalmente, una nuova pagina della nostra storia, in cui noi per la prima volta saremo consapevoli protagonisti del nostro futuro.
La mia proposta, dunque, punta su uno sviluppo turistico ed, in particolare, agrituristico della nostra terra, che parta dalla conoscenza storica e che metta a frutto l’enorme patrimonio ereditato dalla Transumanza: i Tratturi e le Masserie di Puglia.

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