MAGGIORE QUALITA’ PER UN TURISMO CHE POSSA DISTINGUERSI

Sono Mauro Palano, un giovane operatore turistico: insieme alla mia famiglia gestiamo due agriturismi.
Nello scrivere la mia proposta, voglio partire dallo spiegare il perché di tale idea.

Spesso in questo periodo dell’anno in Puglia, ma soprattutto in Salento, si inizia a parlare di numeri, ovvero delle fatidiche presenze registrate nella stagione estiva appena conclusa (come se il resto dell’anno non possa produrre presenze).
Avendo avuto una formazione scientifico/economica, ci tengo a ricordare, nei vari dibattiti ed incontri, che i numeri vanno letti in maniera relativa, e non assoluta: vanno interpretati.
Leggere che gli arrivi e le presenze nella Nostra Regione aumentano sempre di più, è una buona notizia, ma analizzando tali numeri, potremmo ricrederci.
Non voglio essere la voce fuori dal coro, ma personalmente non spero si ripeta una stagione da super pienone come quella appena conclusa. E di seguito motivo il mio pensiero, che può essere così riassunto: troppi turisti, pochi spazi, pochi servizi.

Ogni territorio ha il suo tipo di turismo, e questo dipende dalle caratteristiche stesse del territorio.
1) Innanzitutto, la posizione geografica: la Puglia ed il Salento in particolare non sono certo dietro l’angolo, anche se ormai con lo sviluppo del traffico aereo, si può arrivare comodamente a Bari e a Brindisi da quasi tutta Europa.
Tuttavia, per il tipo di turismo che sta venendo fuori nel Salento basato su grandi eventi di massa rivolti soprattutto ai giovani (che spesso si traduce in un soggiorno breve), una posizione più centrale rispetto alla penisola, sarebbe molto migliore. Purtroppo su questo fronte non si può far nulla, se non potenziare i voli aerei, e migliorare le infrastrutture interne. E qui mi ricollego subito ad un’altra caratteristica peculiare della Regione.

2) Collegamenti ed infrastrutture interne: la Regione si sviluppa in modo tale da non riuscire a rendere possibile la copertura dell’intero territorio con grandi opere di comunicazione. Appurato questo limite intrinseco alla struttura geografica della Puglia, le poche e piccole infrastrutture e vie di comunicazione presenti in Regione, mal si sposano con grandi masse di turisti.

3) Altro aspetto legato alle caratteristiche geografiche della Regione, è rappresentato dalla scarsità di lunghe e grandi spiagge. Essendo ancora un turismo di tipo balneare, aumentare ancora di più le presenze in un periodo così concentrato, vuol dire sovraccaricare i turisti stessi di maggiori disservizi, dovuti essenzialmente al sovraffollamento degli spazi (aumentano i turisti, ma non aumentano le spiagge, non aumentano le strade, non aumentano i posti letto, non aumentano gli autobus…).

Dopo aver elencato questi limiti strutturali della Regione, che a mio parere mal si sposano con un tipo di turismo generico e di massa, passo ad elencare le caratteristiche che rendono unico e peculiare questo territorio.

a. Paesaggio: il paesaggio cambia in ogni provincia/territorio che compone la Regione. A partire dal Gargano/Tavoliere delle Puglie, per passare alle Murge, alla Valle d’Itria, fino ad arrivare al Salento…il paesaggio cambia pian piano che ci si muove verso Sud; ma attenzione ogni paesaggio è unico e crea la peculiarità del territorio che lo ospita, creando un immaginario che ben lo identifica. Ad esempio, il Salento viene identificato da una distesa di ulivi e mare cristallino.
b. Storia, cultura e tradizioni: anche in questo caso, il grande territorio della Regione si distingue per la propria storia e le tradizioni. Ogni territorio ha un di dialetto, ha una propria tradizione enogastronomica, ha i propri riti….
c. La Regione tutta, ha una vocazione agricola che, in un’ottica di sviluppo e di miglioramento deve camminare a braccetto con il turismo: i prodotti agricoli sono essi stessi espressione del territorio che li produce; a mio avviso bisognerebbe quindi enfatizzare al massimo questo legame fra territorio e produzione agricola, puntando ad un turismo interessato al paesaggio ed alle produzioni tipiche di un territorio.
d. Ricaduta sociale del turismo: nell’analizzare gli effetti che il turismo ha sul territorio, bisogna considerare anche la sua ricaduta dal punto di vista sociale. Un buon turismo, non deve trasformarsi in un costo per la comunità: nei mesi di “alta stagione”, i disservizi si trasmettono anche ai residenti del territorio; dunque la difficoltà nella fruizione delle coste e dei vari posti di mare, si ripercuote anche sui residenti, che in questi periodi “vedono invadere il proprio territorio”.
Ricaduta economica del turismo: questo è forse l’argomento più dibattuto. È meglio un turismo di massa, o un turismo di élite?
La risposta scontata sarebbe: meglio un turismo di élite perché più ricco e può spendere di più. Qui si rischia di inciampare sul luogo comune che spesso accomuna noi operatori: ovvero vedere il turista come un pollo da spennare.
Non basta scegliere una tipologia di persone solo perché possono spendere di più di altre; ma bisogna sceglierle perché queste rappresentano le persone che meglio possono apprezzare ciò che il territorio offre, e di conseguenza spendere nell’acquistare (anche a distanza) i prodotti che lo rappresentano: dai prodotti agricoli, ai prodotti artigianali, ai servizi offerti sul posto….
Questo punto secondo me è importantissimo nello scegliere il tipo di target su cui puntare, perché sulla base di ciò bisogna lavorare e investire negli anni futuri per strutturare un’offerta turistica vincente. Non sono d’accordo con quanti dicono che si possono far convivere più tipi di turismo e target in uno stesso territorio, per il semplice motivo che hanno esigenze diverse. Io ritengo che il successo della Puglia e soprattutto del Salento che non dicono no a nessuno, nel senso che hanno diverse offerte turistiche rivolte a diverse tipologie di turista (dall’appassionato di cultura e tradizioni, al giovane, al vacanziero che vuole solo rilassarsi nei vari villaggi), non dev’essere visto come un successo, ma come semplice fortuna: quella cioè di essere un territorio che adesso va di moda.
Ma quando un altro territorio prenderà il Nostro posto?Non avremo un identità ben precisa, e di conseguenza non avremo una tipologia di turista su cui puntare.Cercherò di essere più chiaro con degli esempi: un turismo generico, basato su grandi eventi di massa, o sulla presenza di grandi strutture alberghiere che si slegano dal territorio, come i villaggi turistici, è un turismo che è figlio della moda e della convenienza.
Quando arriverà una nuova meta, dove inizieranno a suonare tutti i più famosi dj del mondo e dove si potrà ballare sulle spiagge come succede adesso a Gallipoli i giovani seguiranno la moda (come ad esempio è successo a Rimini).
O ancora: ciò che caratterizza l’offerta turistica rappresentata dalla forte presenza di villaggi turistici, è un’offerta generica di servizi all’interno della struttura ad un determinato costo: è dunque un’offerta slegata dal territorio e da ciò che può offrire. Nel momento in cui si realizzeranno condizioni che renderanno più economiche altre mete, la gente si sposterà inevitabilmente altrove.
Al contrario un’offerta turistica basata su ciò che è peculiarità del Nostro territorio è un’offerta, a mio avviso, forte e duratura.Chi viene in Puglia e nel Salento, deve venire a visitare un territorio perché affascinato dai Suoi paesaggi, incuriosito dalla Sua storia e dalle Sue tradizioni, ingolosito dalla Sua cucina ed enogastronomia: ma soprattutto consapevole di scegliere un territorio unico, non replicabile in nessun altro posto del mondo e quindi capace di dare emozioni come nessun altro territorio (basti pensare alla Toscana per avere un idea di quello che intendo).
A questo punto sarà disposto anche a spendere qualcosa in più rispetto ad una meta generica che non ha un’anima, ma che è figlia della moda del momento.

Concludendo quindi cerco di riassumere le mie idee con delle proposte precise:
1. Fare del marketing mirato a pubblicizzare tutte quelle caratteristiche e peculiarità che rendono unico il nostro territorio (basta pubblicizzare solo il mare e la Pizzica alla BIT);
2. Pensare a degli eventi meno generici e più mirati ad un target medio alto;
3. Aprirci quanto più possibile ai mercati stranieri: i turisti non italiani rappresentano l’unica vera possibilità di destagionalizzare il turismo in Puglia
4. Creare un marchio unico a livello Regionale o provinciale, che rappresenti l’eccellenza dell’offerta turistica e allo stesso tempo l’eccellenza dei prodotti agricoli, trasmettendo dunque l’idea che il prodotto agricolo è unico perché espressione del territorio Pugliese e/o Salentino;
5. Sfruttare maggiormente e meglio la gestione delle aree verdi presenti sul territorio, anche attraverso concessioni delle stesse ai privati;
6. Sfruttare maggiormente e meglio le ricchezze culturali ed artistiche, presenti sul territorio, anche in questo caso attraverso possibili concessioni delle stesse ai privati;
7. Maggiori controlli per evitare improvvisazioni fra gli operatori turistici, e mantenere quindi un livello dei servizi il più alto possibile;
8. Apulia Film Commision: ottimo lavoro svolto finora, ma adesso punterei a portare in Puglia quante più produzioni straniere possibile, in modo da avere un effetto pubblicità sui mercati stranieri;
9. Creazione di regie a livello di province/microterritori, in modo tale che un territorio (come può essere ad esempio il Salento o la Valle d’Itria), percorra unito la stessa strada non dividendo, al suo interno, le proprie forze su diversi obiettivi.

Spero di non essere stato troppo lungo e pesante, ma ci tengo molto a dire la mia perché ritengo che quella del turismo sia un’opportunità che possiamo e dobbiamo sfruttare al massimo per il Nostro futuro.

Cordialmente
Mauro Palano

Una risposta a “MAGGIORE QUALITA’ PER UN TURISMO CHE POSSA DISTINGUERSI”

  1. giancarla trizio il

    Analisi molto puntuale, precisa e intelligente. Concordo su diversi punti:
    – sulla necessità di creare un’identità forte della Regione, rispettando le peculiarità delle sue diverse zone;
    – sulla preoccupazione per il futuro del Salento perchè anch’io temo “l’effetto Rimini”;
    – sull’individuazione di un giusto target per preciso e corrispondente tipo di turismo,

    Essendo anch’io una giovane operatrice (sono co-founder di una start up che realizza visite guidate innovative e interattive tramite gamification) spero che le politiche istituzionali e gli operatori si indirizzino in questo senso.

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