#focuspuglia: Brindisi deve andare oltre la puzza delle lamentele, operatori e stakeholder parlano di turismo

Questa mattina si è tenuto il quarto appuntamento dedicato ai focus group per incontrare stakeholder e operatori turistici dell’area territoriale “Valle d’Itria e Murgia dei Trulli”, l’incontro si è svolto a Brindisi.

Come negli altri incontri di Foggia, Barletta e Taranto, il tema guida “QUALITA’ DELLA DESTINAZIONE, SVILUPPO BUSINESS E CRESCITA SOCIALE” è stato l’input per interrogarsi su cosa funziona a cosa c’è da migliorare nella situazione della zona.

focuspuglia_brindisiIl progetto bottom-up “DUAL CORE  (& CARE)” messo in atto dallo Studio Giaccardi & Associati è iniziato lo scorso aprile: l’indagine di campo svolta tra giungo e luglio, l’analisi del sentiment online e delle conversazioni su questo blog, sono le altre azioni di cui sono stati presentati i risultati.

Il Forum territoriale previsto verso la metà del mese di novembre sarà l’ultima azione con cui si concluderà il lavoro.

L’area territoriale intorno a Brindisi è popolata di piccole masserie a gestione familiare, gli ambiti rurali tentano in tutti i modi di mantenersi autentici e incontaminati per offrire ai turisti tipicità e tradizione. I gestori sono molto attivi in questo senso ma nell’era della globalizzazione e dei collegamenti sempre più veloci emerge la necessità di provvedere con una linea internet adeguata: troppo spesso, infatti, hanno problemi di collegamento che si ripercuotono sul loro business.

Come negli altri incontri anche in questo caso è emerso sin da subito il problema dei collegamenti: non essendoci autobus e treni, i taxi la fanno da padrone e i tassisti impongono ai turisti prezzi altissimi per tratte brevi. Ciò finisce per influenzare negativamente anche la percezione esterna della zona.

In generale poi, tutti i presenti sostengono che Brindisi sia vista solo come un punto di passaggio obbligato per il Salento e non come una meta turistica a sé. Chi arriva in città si ferma solo per qualche ora, al massimo per un paio di giorni e se ne va verso mete marittime più a sud.

Alcuni dei presenti hanno sottolineato che il turismo è cambiato, ora si può parlare di “turismi” nel senso di diversificazioni e innovazioni che vedono i viaggiatori sempre più esigenti in termini di pacchetti, esperienze ecc…purtroppo la zona sembra non essersene ancora resa conto, a partire dalle istituzioni che non collaborano attivamente e anzi, spesso mettono i bastoni tra le ruote.

Molti stakeholder e imprenditori sostengono che vi sia una profonda mancanza di conoscenza del territorio da parte di chi si occupa di incentivare il turismo, tanto che a volte non parlano nemmeno lingue straniere.

Il Parco Regionale Dune costiere e la Riserva naturale statale Torre Guaceto sottolineano quanto lavoro hanno messo in atto per ampliare il turismo sostenibile, far conoscere le masserie che si trovano all’interno del parco stesso e far loro ottenere certificazioni di sostenibilità. Inoltre lavorano tutto l’anno per organizzare eventi che possano coinvolgere non solo gli abitanti della zona ma chiunque voglia venire a visitarne le bellezze.

Prendere spunto dagli altri territori che in questi anni si sono dimostrati champion nel settore turistico è una della proposte emerse che dev’essere però il secondo step di un lavoro che parte più internamente: riprendendo la battuta di una proprietaria di una struttura che è intervenuta questa mattina “Brindisi deve smettere di lamentarsi, la lamentela è la puzza dell’anima”.

Con l’obiettivo di non lamentarsi più ma guardare al futuro con una prospettiva positiva si è concluso l’incontro durato circa due ore.

Abbiamo raccolto i principali interventi di stakeholder e imprenditori del turismo che sono intervenuti.

Ringraziamo tutti i partecipanti al focus group li invitiamo a proseguire il dialogo su questa piattaforma oltre che offline negli incontri di programmazione.

 

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