Serve lavorare sul turismo esperienziale

Puglia, non solo turismo estivo e balneare, ma apertura al turismo esperienziale.

Il nuovo turista, non vuole viaggiare solo per vedere luoghi, ma anche per fare e sperimentare nuove emozioni.

E’ conosciuta in Italia e all’estero per il bel mare del Gargano e del Salento e per i suoi km di costa: ma la Puglia non è solo questo e vuole salire alla ribalta, facendosi conosce durante tutto l’anno, grazie proprio al turismo esperienziale.

Nuove proposte turistiche non convenzionali, partono dal turismo enogastronomico, ma non da meno nella nostra regione, il turismo archeologico, il turismo ecclesiastico, il turismo dei piccoli borghi e il turismo naturalistico. La regione vanta 4 siti patrimonio dell’umanità, riconosciuti dall’UNESCO, siti di interesse religioso, 13 paesi bandiera arancione, 10  paesi tra i borghi più belli d’Italia, 48 siti archeologici, 2 parchi nazionali (alta murgia e gargano), oltre agli 11 parchi regionali, 3 aree marine protette, 17 riserve statali, 7 riserve regionali, 3 aree protette.

Geomorfologia del territorio variabile, in cui  la Puglia offre un peculiare scenario di geodiversità che va dal Gargano, ai Monti Dauni, al Tavoliere delle Puglie, alla fossa Premurgiana, alle Murge e al Salento.

Il turista, oltre alla vacanza mare, è in cerca di esperienze, e da qui il crescere del turismo legato ai piccoli borghi pugliesi come nei monti dauni:

Accadia Blues, Orsara con jazz e Fucacoste , Sant’Agata di Puglia con Zingaria e corteo storico, Bovino con giornate a tema enogastronomico e cavalcata,  oltre alle innumerevoli sagre alla scoperta di antichi sapori.

Nuova frontiera, le escursioni sui monti in jeep, le escursioni a cavallo nei boschi, l’orienteering, vivere la vita dei piccoli comuni come la gente del posto, grazie all’albergo diffuso, vivere a contatto con la natura, tra camminate, laboratori e fattorie didattiche e infine, ma non per ultima, la riscoperta della via Francigena.

Scappare all’Estero in vacanza, con last minute incerti, alla ricerca di mare, archeologia, enogastronomia ed esperienze, quando il vero Mondo è proprio in casa Nostra nel tacco dello stivale.

Cosa cerca davvero il turista dalla Puglia?

Turismo esperienziale, Nuova Frontiera o solo turismo balneare?

Come crede di migliorare i servizi, la pubblicità e la recettività?

Aspettiamo solo i vostri consigli utili per migliorare il territorio pugliese, anche con critiche costruttive.

 

 

2 Risposte a “Serve lavorare sul turismo esperienziale”

  1. Alberto Iurilli il

    La nostra Regione ha iniziato da poco una lieve ascesa tra i posti più belli da visitare al mondo, quello che si è promosso fin ora è solo la punta di un Iceberg, ci sono ancora tanti luoghi, paesaggi, tradizioni da valorizzare e ancora poco conosciute per esempio il territorio dell’Alta Murgia e tante zone dell’entroterra a Nord della Regione meriterebbero di essere scoperte come valida alternativa per un turismo non convenzionale, ecosostenibile con un forte impatto esperienziale con la natura e il territorio.

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  2. giancarla trizio il

    Proprio perchè condivido il suo pensiero e la forte esigenza di un turismo maggiormente esperienziale in Puglia ho creato insieme ad altri ragazzi baresi una start up che propone al turista visite guidate innovative e interattive tramite tecniche di gamification e dinamiche di gioco. Con la nostra visita immersiva il turista partecipa attivamente, si sente coinvolto nella scoperta del luogo, si diverte ma allo stesso tempo impara.

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